Chirurgia open parziale della laringe: quando è indicata
- Diego Barbieri

- 18 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Non sempre i tumori della laringe possono essere trattati con il laser. Nei casi in cui la malattia sia più estesa ma ancora confinata alla laringe, esistono interventi chirurgici “open” (a cielo aperto) che consentono di rimuovere solo la parte colpita dal tumore, preservando le funzioni respiratorie, fonatorie e deglutitorie.
Questi interventi sono chiamati laringectomie parziali open e si distinguono in tre grandi categorie: Tipo I, Tipo II e Tipo III.

Tipo I – Laringectomia sovraglottica
È indicata per tumori localizzati sopra le corde vocali. Vengono rimosse l’epiglottide, le false corde e le pliche ariepiglottiche, mantenendo integre le corde vocali.
Vantaggio: la voce viene in gran parte conservata.
Limite: il paziente deve seguire un percorso di riabilitazione per recuperare la deglutizione.
Tipo II – Laringectomia sovracricoidea
È indicata nei tumori che coinvolgono la glottide (corde vocali) e parte della sottoglottide, senza però estendersi alla cartilagine cricoide o all’osso ioide.
L’intervento prevede la rimozione delle corde vocali e di gran parte della cartilagine tiroidea, con eventuale sacrificio di una delle aritenoidi. In ogni caso deve essere preservata almeno una unità crico-aritenoidea mobile, indispensabile per garantire la chiusura laringea e permettere la deglutizione.
Richiede quasi sempre una tracheotomia temporanea, che verrà rimossa dopo la riabilitazione.
La ripresa della fonazione e della deglutizione avviene con esercizi mirati, guidati dal logopedista.
Tipo III – Laringectomia sovratracheale
È una variante più estesa, indicata in tumori che interessano in modo più ampio la sottoglottide o che si avvicinano all’anello tracheale superiore. Anche in questo caso la condizione necessaria per eseguire l’intervento è preservare almeno una unità crico-aritenoidea mobile, che consenta al paziente di recuperare la deglutizione e una respirazione fisiologica.
La riabilitazione è più lunga e complessa rispetto agli altri tipi.
Tracheotomia, SNG e riabilitazione
In tutti questi interventi è quasi sempre necessaria una tracheotomia temporanea, che protegge le vie respiratorie nelle prime fasi post-operatorie.
Nella fase iniziale è inoltre indispensabile un sondino naso-gastrico (SNG), che consente l’alimentazione fino a quando la deglutizione non viene recuperata. I tempi sono variabili da paziente a paziente, in relazione al tipo di intervento e alla risposta riabilitativa.
Il recupero passa attraverso un programma strutturato di esercizi di deglutizione e fonazione, indispensabile per ridurre il rischio di aspirazione e per riacquisire una buona qualità di vita.
Decorso post-operatorio e dimissioni
Rispetto alla chirurgia laser, il decorso post-operatorio è più lungo e richiede un impegno maggiore. La degenza media è di almeno due settimane, periodo necessario per garantire la stabilità clinica, la rimozione graduale del sondino naso-gastrico e l’inizio della riabilitazione funzionale.
Conclusione
Le laringectomie open parziali di tipo I, II e III sono un’alternativa conservativa alla laringectomia totale nei tumori più estesi ma ancora localizzati. Pur richiedendo una riabilitazione impegnativa e un decorso post-operatorio più lungo, consentono in molti casi di mantenere respiro, deglutizione e voce, grazie al principio cardine della preservazione di almeno una unità crico-aritenoidea mobile nei tipi II e III.
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𝐃𝐫. 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐢𝐫𝐨𝐢𝐝𝐞 𝐞𝐝 𝐎𝐑𝐋
𝐌𝐈𝐋𝐀𝐍𝐎
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