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Otorinolaringoiatra e Chirurgo della Tiroide, riceve a Milano e Bergamo

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Tiroidectomia e calcio basso: perché succede e come si può prevenire?

Immagine del redattore: Diego Barbieri
Diego Barbieri
12 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Il calcio può abbassarsi dopo l’asportazione della tiroide perché le paratiroidi, piccole ghiandole vicine alla tiroide, possono funzionare temporaneamente meno. È un problema particolarmente importante dopo la tiroidectomia totale: nella maggior parte dei casi, se compare, è transitorio, ma talvolta richiede un trattamento prolungato. Una chirurgia accurata e alcune tecnologie di supporto possono contribuire a proteggere queste ghiandole.


Tiroide con noduli e compresse di calcio

Che cosa sono le paratiroidi?

Sono generalmente quattro piccole ghiandole situate vicino alla tiroide. Producono il PTH o paratormone, un ormone che aiuta a mantenere stabile il calcio nel sangue. Il calcio è indispensabile non solo per le ossa, ma anche per muscoli e nervi. Le paratiroidi hanno quindi una funzione diversa da quella della tiroide.


Perché si può sviluppare ipocalcemia?

Durante la tiroidectomia è necessario separare con precisione la ghiandola dai tessuti vicini. Le paratiroidi possono essere manipolate o subire una riduzione temporanea del loro apporto di sangue. Se il PTH diminuisce, può ridursi anche il calcio circolante: è l’ipocalcemia. Il problema non significa necessariamente che una paratiroide sia stata asportata. Il rischio è maggiore negli interventi totali o più estesi rispetto alla semplice lobectomia.


Come riconosco i sintomi del calcio basso?

I segnali più comuni sono formicolio intorno alla bocca, alle dita delle mani o ai piedi e crampi. Nei casi importanti possono comparire contrazioni muscolari dolorose o altri disturbi. Se questi sintomi insorgono dopo l’operazione occorre avvertire il team curante: se intensi o progressivi serve una valutazione urgente. Il calcio basso può però essere presente anche senza sintomi, motivo per cui i controlli del sangue sono importanti.


Il problema è temporaneo o definitivo?

Spesso la funzione paratiroidea recupera nel tempo. Si parla di ipoparatiroidismo cronico postchirurgico quando la riduzione della funzione persiste oltre 12 mesi, secondo le indicazioni dell’International Task Force 2022. Ipoparatiroidismo significa produzione insufficiente di PTH; non è sinonimo perfetto di ogni singolo valore basso di calcio. Una minoranza dei pazienti ha bisogno di supplementi e monitoraggio a lungo termine.


Come si cercano di proteggere le paratiroidi durante l’intervento?

Il punto principale resta il riconoscimento delle ghiandole e la conservazione dei piccoli vasi sanguigni che le alimentano. La tecnica chirurgica e l’esperienza del team sono fondamentali. Quando indicato, può essere utile l’autofluorescenza nel vicino infrarosso (NIR-AF): grazie a una telecamera dedicata consente di individuare il segnale luminoso naturale emesso dalle paratiroidi, senza somministrare coloranti. Questa tecnologia aiuta a riconoscerle, ma non garantisce da sola che siano ben perfuse e non elimina il rischio di ipocalcemia.


L’autofluorescenza e il verde indocianina fanno la stessa cosa?

No. L’autofluorescenza aiuta a identificare il tessuto paratiroideo. Il verde indocianina (ICG) è invece un colorante somministrato per via endovenosa: osservandone la fluorescenza si può ottenere un’indicazione sulla perfusione, cioè sull’arrivo di sangue alla ghiandola. Le informazioni sono diverse e potenzialmente complementari. Le evidenze sono incoraggianti soprattutto per alcune complicanze temporanee; non bisogna promettere la prevenzione certa dell’ipoparatiroidismo permanente.


Perché vengono misurati calcio e PTH?

Il PTH cambia rapidamente quando si modifica la funzione delle paratiroidi. Per questo il suo dosaggio nelle ore successive all’intervento, insieme al calcio e alla valutazione clinica, può aiutare a stimare il rischio e decidere se prescrivere calcio e, in alcuni casi, calcitriolo (una forma attiva della vitamina D). La terapia va personalizzata; non è opportuno iniziare o sospendere integratori autonomamente.


Che cosa chiedere alla dimissione?

Prima di tornare a casa è utile sapere se è prevista una terapia, quando ripetere gli esami del sangue, quali sintomi devono far contattare il centro e a chi rivolgersi in caso di necessità. Un buon percorso postoperatorio comprende sia la prevenzione chirurgica sia istruzioni semplici e precise per il paziente.


In sintesi

Il calcio basso è una possibile complicanza della tiroidectomia, spesso temporanea. Protezione delle paratiroidi, monitoraggio postoperatorio e trattamento mirato aiutano a gestirla. Le tecnologie ottiche sono supporti utili, non garanzie assolute.


Per approfondire e richiedere una valutazione

Per informazioni sulle possibilità di trattamento, consulta la pagina Chirurgia della tiroide: https://www.diegobarbieriorl.com/chirurgia-tiroide.


Per una valutazione specialistica individuale è disponibile la pagina Contatti: https://www.diegobarbieriorl.com/contatti.


Fonti e riferimenti


Nota: contenuto informativo, non sostituisce la valutazione del medico curante.


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𝐃𝐫. 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐢𝐫𝐨𝐢𝐝𝐞 𝐞𝐝 𝐎𝐑𝐋

 

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