Adenoidectomia in età pediatrica: razionale fisiopatologico, tecnica chirurgica e decorso post-operatorio
- Diego Barbieri

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Inquadramento anatomo-funzionale e definizione dell’intervento
L’adenoidectomia è un intervento chirurgico finalizzato all’asportazione delle adenoidi, aggregati di tessuto linfatico appartenenti all’anello di Waldeyer e localizzati nel rinofaringe, in prossimità delle coane posteriori e degli osti tubarici. In età pediatrica, le adenoidi svolgono un ruolo centrale nella risposta immunitaria delle vie aeree superiori; tuttavia, un’eccessiva iperplasia del tessuto adenoideo può determinare un’ostruzione meccanica del rinofaringe, con conseguenze rilevanti sulla respirazione nasale, sulla ventilazione dell’orecchio medio e sulla qualità del sonno.
L’adenoidectomia rappresenta una delle procedure chirurgiche più frequentemente eseguite in ambito otorinolaringoiatrico pediatrico ed è indicata nei pazienti con ipertrofia adenoidea sintomatica refrattaria a un adeguato trattamento medico conservativo. L’obiettivo dell’intervento è la rimozione selettiva del tessuto patologico al fine di ripristinare una fisiologica pervietà delle vie aeree superiori, migliorare la funzione tubarica e ridurre l’incidenza di complicanze respiratorie e otologiche.
Dal punto di vista clinico, l’adenoidectomia si inserisce in un percorso terapeutico strutturato che prevede un inquadramento diagnostico accurato, un tentativo di terapia medica e una successiva valutazione dell’impatto funzionale della patologia sulla qualità di vita del bambino.

Indicazioni cliniche e criteri di selezione dei pazienti
L’indicazione all’adenoidectomia si basa su una valutazione integrata di dati anamnestici, clinici ed endoscopici. L’intervento viene preso in considerazione nei bambini con ostruzione respiratoria nasale persistente, frequentemente associata a respirazione orale cronica, russamento notturno abituale e disturbi respiratori del sonno, che nei casi più avanzati possono configurare un quadro di apnee ostruttive notturne.
Ulteriori indicazioni comprendono la presenza di otiti medie ricorrenti, otite media con effusione e ipoacusia trasmissiva secondaria a disfunzione della tuba di Eustachio, condizioni che possono interferire con lo sviluppo del linguaggio, con l’apprendimento e con le competenze comunicative. L’intervento può inoltre essere indicato nei pazienti con infezioni respiratorie ricorrenti, alterazioni del sonno clinicamente significative o compromissione del benessere diurno e del rendimento scolastico.
Un elemento imprescindibile nel processo decisionale è la documentazione di una mancata risposta a un adeguato ciclo di terapia medica topica, che include generalmente corticosteroidi intranasali, lavaggi nasali regolari e il trattamento di eventuali comorbidità allergiche. Tale approccio consente di riservare il trattamento chirurgico ai casi realmente refrattari e clinicamente rilevanti.
La selezione dei pazienti deve essere supportata da una fibroscopia nasale preoperatoria, che permette di valutare in modo oggettivo il grado di ostruzione del rinofaringe, l’estensione dell’ipertrofia adenoidea e l’eventuale presenza di altre cause di ostruzione nasale, garantendo un’indicazione chirurgica appropriata e basata sull’evidenza.
Tecnica chirurgica e svolgimento dell’intervento
L’adenoidectomia viene eseguita in anestesia generale, assicurando condizioni ottimali di sicurezza e immobilità del paziente durante l’atto operatorio. La durata dell’intervento è generalmente contenuta, con un tempo medio compreso tra venti e trenta minuti, sebbene possa variare in relazione all’anatomia del paziente e all’eventuale associazione con altre procedure chirurgiche.
L’accesso al rinofaringe avviene per via transorale, senza la necessità di incisioni cutanee esterne. Dopo un’adeguata esposizione del campo operatorio, il chirurgo procede all’asportazione del tessuto adenoideo mediante strumenti dedicati, quali curette tradizionali, microdebrider o sistemi combinati di aspirazione e coagulazione.
Nei centri dotati di adeguata esperienza e strumentazione, l’intervento viene eseguito con controllo endoscopico, che consente una visualizzazione diretta e dettagliata delle strutture anatomiche rinofaringee. L’endoscopia migliora la precisione dell’asportazione, riduce il rischio di residui adenoidei e contribuisce a diminuire la probabilità di persistenza o recidiva dei sintomi ostruttivi.
L’emostasi viene ottenuta intraoperatoriamente mediante tecniche standard di coagulazione; nella maggior parte dei casi non è necessario l’impiego di suture, poiché la guarigione avviene per seconda intenzione.
Gestione perioperatoria, ricovero e dimissione
L’adenoidectomia viene generalmente eseguita in regime di ricovero ordinario breve o di day-surgery prolungata, con dimissione prevista entro il giorno successivo all’intervento, previa valutazione clinica e anestesiologica.
Nel periodo post-operatorio immediato, il paziente viene monitorato per l’eventuale comparsa di complicanze precoci, quali sanguinamento, nausea, vomito o dolore faringeo. La gestione analgesica è solitamente semplice e prevede l’impiego di farmaci di prima linea, consentendo un rapido recupero del comfort.
Il decorso post-operatorio è nella maggior parte dei casi rapido e favorevole, con una ripresa progressiva delle attività quotidiane e scolastiche nell’arco di pochi giorni.
Decorso post-operatorio e recupero funzionale
Nel periodo immediatamente successivo all’intervento possono comparire lieve dolore faringeo, una sensazione transitoria di ostruzione nasale e, in alcuni casi, modesta febbricola nei primi giorni post-operatori. Questi sintomi risultano generalmente di lieve entità, autolimitanti e facilmente controllabili con terapia sintomatica.
L’alimentazione può essere ripresa già poche ore dopo l’intervento, iniziando con cibi morbidi e facilmente deglutibili. Nel corso delle settimane successive si osserva generalmente un miglioramento progressivo della respirazione nasale, una riduzione del russamento notturno e un incremento della qualità del sonno.
In molti pazienti si documenta inoltre un miglioramento della ventilazione dell’orecchio medio e una riduzione degli episodi di otite media con effusione, con conseguente recupero della funzione uditiva e benefici indiretti sullo sviluppo del linguaggio e sulle capacità di apprendimento.
Sicurezza dell’intervento e profilo di rischio
L’adenoidectomia è considerata una procedura chirurgica sicura, con un basso tasso di complicanze. Il sanguinamento post-operatorio rappresenta l’evento avverso più frequente, ma si verifica raramente ed è generalmente di lieve entità e facilmente gestibile.
Le complicanze maggiori, quali infezioni severe, eventi anestesiologici avversi o sequele funzionali permanenti, sono eccezionali, soprattutto quando l’intervento viene eseguito in centri specializzati in chirurgia otorinolaringoiatrica pediatrica. L’esperienza del team chirurgico, l’impiego di tecniche endoscopiche e l’accurata selezione dei pazienti contribuiscono in modo determinante alla riduzione del rischio e all’ottimizzazione degli esiti clinici.
Sintesi e rilevanza clinica
L’adenoidectomia rappresenta un intervento efficace, standardizzato e ampiamente validato nel trattamento dell’ipertrofia adenoidea sintomatica in età pediatrica.
Un’accurata selezione dei pazienti, basata su valutazione clinica approfondita, fibroscopia nasale preoperatoria e risposta alla terapia medica conservativa, consente di ottenere risultati clinici eccellenti.
Grazie a un decorso post-operatorio generalmente rapido e a un profilo di sicurezza favorevole, l’adenoidectomia determina un miglioramento significativo della respirazione nasale, della qualità del sonno, della funzione uditiva e, più in generale, della qualità di vita del bambino, configurandosi come un pilastro fondamentale nella gestione delle patologie ostruttive del rinofaringe in età pediatrica.
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𝐃𝐫. 𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐢𝐫𝐨𝐢𝐝𝐞 𝐞𝐝 𝐎𝐑𝐋
𝐌𝐈𝐋𝐀𝐍𝐎 - Centro Testa e Collo - Poliambulatorio specialistico medico-chirurgico- Ospedale San Raffaele
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