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Ipertrofia adenoidea nei bambini: basi fisiopatologiche, inquadramento diagnostico e gestione terapeutica

  • Immagine del redattore: Diego Barbieri
    Diego Barbieri
  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Inquadramento anatomo-funzionale e rilevanza clinica

L’ipertrofia adenoidea è una condizione caratterizzata dall’aumento volumetrico delle adenoidi, aggregati di tessuto linfatico appartenenti all’anello di Waldeyer e localizzati nel rinofaringe. In età pediatrica, le adenoidi svolgono un ruolo rilevante nella risposta immunitaria delle vie aeree superiori, contribuendo allo sviluppo dell’immunità mucosale e alla difesa contro agenti patogeni inalatori.


In alcuni bambini, tuttavia, la crescita del tessuto adenoideo può diventare eccessiva e determinare un’ostruzione meccanica significativa del rinofaringe. Tale ostruzione compromette la respirazione nasale e interferisce con la normale funzione della tuba di Eustachio, alterando la ventilazione dell’orecchio medio e predisponendo a complicanze otologiche e respiratorie. Dal punto di vista epidemiologico, l’ipertrofia adenoidea rappresenta una delle principali cause di ostruzione nasale cronica in età pediatrica ed è responsabile di un impatto clinico non trascurabile sulla qualità della vita del bambino.


Nei quadri più avanzati e prolungati, l’ostruzione cronica delle vie aeree superiori può contribuire a modificazioni dello sviluppo cranio-facciale, a disturbi del sonno e a ripercussioni sul comportamento, sull’attenzione e sulle funzioni cognitive, evidenziando come una patologia apparentemente localizzata possa esercitare effetti sistemici durante l’età evolutiva.


Ipertrofia adenoidea nei bambini: basi fisiopatologiche, inquadramento diagnostico e gestione terapeutica

Manifestazioni cliniche e conseguenze funzionali

Il quadro clinico dell’ipertrofia adenoidea è dominato da sintomi riconducibili all’ostruzione delle alte vie respiratorie. La respirazione orale persistente rappresenta uno dei segni più frequenti ed è spesso associata a russamento notturno e a disturbi respiratori del sonno. Nei casi più severi, tali disturbi possono evolvere in apnee ostruttive del sonno, con potenziali ripercussioni sulla qualità del riposo e sul benessere generale del bambino.


La congestione nasale cronica, in assenza di infezioni acute, si associa tipicamente a una voce iponasale e a una maggiore suscettibilità alle infezioni delle vie aeree superiori. Un elemento di particolare rilevanza clinica è la frequente coesistenza di disfunzione tubarica, che può condurre allo sviluppo di otite media con effusione, ipoacusia trasmissiva e conseguenze negative sullo sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento.


Nei quadri più gravi, la frammentazione del sonno e l’ipossia intermittente possono determinare irritabilità, difficoltà di concentrazione, alterazioni comportamentali e rallentamento della crescita pondero-staturo, sottolineando l’importanza di un riconoscimento e di un trattamento tempestivi.


Diagnosi e ruolo centrale della fibroscopia nasale

La diagnosi di ipertrofia adenoidea richiede un approccio integrato che non può basarsi esclusivamente sulla valutazione clinica dei sintomi, spesso aspecifici e sovrapponibili ad altre condizioni ostruttive nasali. L’indagine strumentale di riferimento è rappresentata dalla fibroscopia nasale, eseguita mediante endoscopia flessibile dall’otorinolaringoiatra.


La fibroscopia consente una visualizzazione diretta e dinamica delle adenoidi e permette una valutazione oggettiva del grado di ostruzione del rinofaringe. Inoltre, offre la possibilità di escludere altre possibili cause di ostruzione nasale, quali deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati inferiori, poliposi nasale o patologie infiammatorie croniche della mucosa rinosinusale.


Si tratta di un esame minimamente invasivo, rapido e generalmente ben tollerato anche in età pediatrica, che fornisce informazioni decisive per l’orientamento terapeutico e consente di evitare indicazioni chirurgiche inappropriate o premature.


Terapia medica come primo livello di trattamento

Nella maggior parte dei casi, la gestione iniziale dell’ipertrofia adenoidea dovrebbe privilegiare un approccio conservativo, riservando il trattamento chirurgico ai pazienti con sintomatologia persistente, severa o complicata. Questo orientamento risponde alla necessità di ridurre l’invasività del trattamento e di ottimizzare il rapporto rischio-beneficio, particolarmente rilevante in età pediatrica.


La terapia medica si basa prevalentemente sull’impiego di corticosteroidi intranasali, in grado di ridurre l’infiammazione del tessuto adenoideo e migliorare la pervietà nasale. A tale trattamento si associano programmi strutturati di lavaggi nasali, finalizzati a migliorare la clearance mucociliare e a ridurre il carico infiammatorio locale. Nei pazienti con comorbidità allergiche, il controllo dell’infiammazione allergica rappresenta un elemento determinante per il successo terapeutico.


Affinché la terapia conservativa risulti efficace, è fondamentale che venga prescritta per una durata adeguata e che il paziente sia sottoposto a rivalutazioni cliniche periodiche, al fine di monitorare l’evoluzione dei sintomi e modulare il trattamento in base alla risposta individuale.


Indicazioni alla chirurgia e processo decisionale

L’adenoidectomia viene presa in considerazione nei casi in cui la terapia medica risulti inefficace o quando il quadro clinico si presenti in forma severa e persistente, con un impatto rilevante sulla qualità di vita del bambino.


Le indicazioni chirurgiche comprendono la presenza di disturbi respiratori del sonno di grado moderato-severo, episodi ricorrenti di otite media associati a disfunzione tubarica e una compromissione uditiva documentata che interferisca con lo sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento.


La decisione di procedere all’intervento deve basarsi su una valutazione complessiva che integri i dati anamnestici, l’esame clinico, i reperti endoscopici e la risposta alla terapia conservativa. Un approccio personalizzato consente di evitare trattamenti inutili e di indirizzare la chirurgia ai pazienti che possono trarne il maggiore beneficio clinico, in un’ottica di medicina basata sull’evidenza e centrata sul paziente.


Sintesi e rilevanza clinica

L’ipertrofia adenoidea in età pediatrica rappresenta una condizione frequente e clinicamente significativa, ma non sempre indicativa di trattamento chirurgico immediato. Un percorso diagnostico accurato, fondato sulla fibroscopia nasale, e un adeguato tentativo di terapia medica costituiscono elementi cardine di una gestione razionale e appropriata.


La personalizzazione dell’approccio terapeutico, guidata dalla gravità del quadro clinico, dall’impatto funzionale e dalla risposta al trattamento conservativo, consente di ottimizzare gli esiti clinici riducendo al minimo l’invasività e l’impatto fisico e psicologico sul bambino, nel rispetto dei principi della medicina moderna orientata alla qualità e alla sicurezza delle cure.

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